L'UniSi da avvio al corso accademico per la preparazione giuridico-economica in materia di Terzo Settore

Il Terzo Settore diviene oggetto di un Master universitario

Sbarca in ambito accademico la formazione professionale relativa alla gestione ed all’operatività nel Terzo Settore.

Dal corrente anno accademico, l’Università di Siena ha reso disponibile un master gratuito intitolato ‘Let’s go’, dedicato agli studi ed alla preparazione nel Terzo Settore, ma anche al disvolgimento delle sue problematiche e delle possibili linee guida per un parziale cambio di rotta. Come esplicitato nelle informative pubblicate dalla stessa Università, particolare riguardo sarà garantito alla Riforma del Terzo Settore ed alle competenze giuridicho-economiche necessarie per procedere ai richiesti adeguamenti statutari ed alle nuove prospettive fiscali.

Il corso sarà articolato in tre moduli, che si prefiggono di abbracciare tutti gli aspetti professionalizzanti in seno all’associazionismo no-profit:

1) Comunità e Territorio. Gestito da Confcooperative Sud Toscana, tratterà aspetti giuridici statutari e fiscali.

2) Finanza Sociale. Gestito da Banca Etica, lambirà gli aspetti economici richiesti dal Terzo Settore, con particolare attenzione ai sistemi di finanziamento, al Fundraising/Digital Fundraising ed al Crowfunding.

3) PA per l’Etica. Il modulo affronterà alcune questioni sensibili circa la trasparenza e la rappresentanza nei rapporti con l’Unione Europea e la Pubblica Amministrazione.

Come presenta la medesima Università, « LET’S GO è un CORSO DI FORMAZIONE SUL TERZO SETTORE, che tende a fornire gratuitamente a LAUREATI, ISCRITTI AI CORSI DI LAUREA ed agli ISCRITTI ai CORSI DI LAUREA MAGISTRALE e DOTTORANDI e DOTTORATI dell'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA in cerca di prima occupazione e dottori di ricerca, provenienti da percorsi di studio multidisciplinari per la trasversalità del settore, un’opportunità per la formazione specifica sulle nuove figure professionali alla luce della Riforma, un’occasione per la loro integrazione con il territorio (in particolar modo con le cooperative sociali aderenti a Confcooperative Sud Toscana) e per avviare un collegamento con il mondo del lavoro all’interno del settore. LET’S GO si prefigge di creare ambienti di apprendimento e di formazione (studio, ricerca e applicazione), che facilitino la conoscenza ed il coinvolgimento degli studenti nei processi innovativi del Welfare di comunità, con docenti e stakeholder (pubblici e privati nazionali) impegnati a trasferire conoscenze e competenze alle nuove generazioni, valorizzando le rispettive capacità individuali Attraverso l’attivazione di un percorso specialistico formativo misto, sia teorico che applicativo (con business game e project work destinati a risolvere l’analisi dei bisogni concreti di cinque aziende campione di Confcooperative Sud Toscana- nostro partner), si tenterà di coniugare le conoscenze acquisite a livello teorico universitario con competenze professionali specifiche e necessarie al mondo delle aziende del Terzo settore. Si proverà così a colmare un punto di debolezza degli studi universitari: lo scollamento col mondo del lavoro. I destinatari lavoreranno, infatti, in équipe multidisciplinari con docenti, esperti di settore, orientatori e tutor e saranno stimolati alla ricerca di risposte e soluzioni, tentando di risolvere casi concreti delle imprese partner di Confcooperative Sud Toscana».

L’Editore Vita.it ha raccolto il parere di alcuni alunni del master, che hanno espresso parere positivo in special modo nei riguardi della metodologia di insegnamento.
Sinteticamente, Carlotta Marci ricalca le idee di innovazione con le quali il Master era stato bandito: «Incontriamo quotidianamente persone pronte a donare ciò che sono o qualcosa in più per una buona causa, ma molte, invece, sono sfiduciate e deluse da un sistema che non funziona. “Let’s go”, il corso professionale dell’Università di Siena, non punta solo allo studio della Riforma del Terzo Settore, ma soprattutto alla comprensione di quanto il Terzo Settore sia da “curare”. Il vivere in aula o dietro uno schermo, come una delle studentesse che segue il corso in teledidattica, è travolgente perché ti ritrovi catapultata in documenti, sensazioni e realtà che non vengono molto spesso descritti sui libri universitari, ma che solo l’esperienza di vita può raccontare. Un piccolo seme in un terreno già fertile ha permesso con le prime lezioni di far crescere una piccola piantina.»
(A.S.)
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